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Parole notturne

Siamo consci o è già sogno?
L’ora che accoglie il preludio del riposo è un terreno magico in cui la fantasia costruisce ponti pensati possibili.

Svegli, continuiamo a intrattenere il nostro cammino in poesie metalliche che frammentano la ricerca della fragranza che nel cuore si dispiega.

In quell’ora di attesa, che si contrae fino a un minuto e può dilatarsi a tutta la notte, i nostri corpi fisici ed eterici cercano l’alchimia per allinearsi al sonno.

Quell’ora ha la delicatezza di una rosa.
Può inebriare i sensi, regalare bellezza senza biglietto, calmare e far sognare, anche solo fosse per una sfumatura che si accende nel particolare che una foglia nasconde per timore.

Ma se stropicciata, non potrà più rendere estatico il momento che contempla.
Non potrà più alleggerire l’aria che in un certo rintocco sembra pesare ancora di più su spalle già stanche.

Non sprecare quell’ora in cui la magia mescola il suo sapere con la certezza.
Ascolta quel sapore, quella fragranza, quella bellezza poco prima di chiudere gli occhi.
La connessione di pace sostiene i pensieri che nella notte, sotto vesti di sogno, portano le chiavi di porte che nel giorno chiediamo di essere schiuse, ma che se lucidi, nella notte l’apertura muoviamo e con un sorriso, il passo è già lì.

Kailāsh

unrecognizable woman with blindfold and blooming roses
Photo by Monica Turlui on Pexels.com
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